Hacktivism: titoli di coda e sottotitoli

dicembre 15, 2013

Tempo fa era emerso un dubbio durante un colloquio attraverso una chat con uno degli Anonymous operativi in Italia: c’era stata l’incursione al Cnaipic e mi fu spiegato che l’altro gruppo di hacker responsabile dell’attacco (Nkwt Load) era stato presentato da una persona di fiducia. Visto il contesto sembrava un anello debole esposto a inganni. Era un’ipotesi ragionevole. E si è dimostrata vera. Tempo dopo si scopre che Sabu (LulzSec) era un informatore dell’Fbi: per mesi era stato in prima fila nelle offensive sul web. E dal procedimento in corso in Italia appare che uno degli hacktivist ha dichiarato di aver collaborato in modo clandestino anche con le forze dell’ordine: sembra una decisione contraddittoria rispetto alle azioni del gruppo di pirati informatici. Sono argomenti che magari appassionano soltanto una cerchia ristretta di persone. Ma c’è da augurarsi che la discussione resti civile e trasparente. In Italia possiamo contare su bravi giornalisti che fanno un lavoro difficile e talvolta rischioso occupandosi di questi temi.

La rete dell’hacktivism, globale e locale, può essere una chiave di interpretazione dei movimenti di protesta e delle organizzazioni violente del passato anche grazie agli strumenti online che permettono rielaborazioni inedite. Lo sguardo è dal presente al passato (e non viceversa). Nel periodo in cui ragionavo su Anonymous mi stavo occupando per altri motivi della vicenda di trent’anni fa del rapimento di Moro (non esiste alcuna relazione con l’hacktivism tanto per essere chiari, ma per chi è appassionato di storia almeno in teoria restano possibili analisi finora non sperimentate con strumenti simili a quelli adoperati per esplorare l’hacktivism).

Quali erano gli “altri motivi”? La politica? No. La geopolitica? No. La ndrangheta? Sì. Secondo le dichiarazioni di un pentito, Saverio Morabito, al gruppo che ha rapito Aldo Moro ha preso parte anche un sicario della mafia dalla Calabria. Magari a qualcuno può sembrare fantascienza. Ma, se fosse confermato, sarebbe un elemento utile per capire la distribuzione della ndrangheta nel nord dell’Italia e all’estero durante gli ultimi decenni. Perché è importante? Perché l’Italia ospita il più grande service criminale del mondo occidentale ed è impensabile che possa affrontarlo da sola. Ci guadagno qualcosa? No, anzi. Perché è importante allora? Per affrontare la questione meridionale. Perché è importante la questione meridionale? Perché come la mafia è un problema di tutti e va discusso insieme.

Nb per i paranoici: non ci sono doppi sensi. Non ci sono riferimenti impliciti. Per dubbi chiedere nei commenti.

I sentieri che si biforcano

dicembre 15, 2013

(Racconto)

…ha appena chiuso il cancello e percorre la discesa punteggiata da ulivi e pioppi. È agosto, è l’ora di pranzo e fa molto caldo. Con la coda dell’occhio osserva che dall’altro lato, alla fine della salita, è parcheggiato un Suv nero con i vetri oscurati che occupa l’intera ampiezza della strada. Poi il fotogramma scompare.
Raggiunge il secondo bivio. Sulla sinistra la via non offre riparo: sceglie di proseguire a destra sotto l’ombra assicurata dagli edifici. Ancora un altro bivio. Ha davanti un’automobile nera ferma al centro della strada. All’interno siede un uomo che guarda di fronte a sé. È a torso nudo, visibilmente sovrappeso e il volto resta coperto dal parasole. La scena è surreale: nessun suono, nessuno spostamento. Nessuno intorno. Trova uno spazio ristretto per passare tra la vettura e un muretto. È il tragitto più breve e più razionale: la scelta è istintiva, non meditata. Lungo il percorso ascolta il suono di poche cicale. Poco dopo in una piazza deserta trova la stessa automobile nera, parcheggiata in modo perpendicolare al suo cammino: l’uomo seduto al volante guarda diritto senza alcuna espressione. La stazione del treno è lontana. Le montagne in lontananza sono nitide. E quando raggiunge i binari della ferrovia si siede. Poi respira…

Verso il Natale

dicembre 15, 2013

Sono passati tanti anni. Mi è costato molto ricostruire quegli anni. Era sempre più spesso disoccupata e aveva poco più di cinquant’anni. Viveva nella provincia. Non aveva una laurea. Anni prima le era stato imposto un trattamento sanitario obbligatorio. Ricordo le porte di metallo del reparto di neuropsichiatria dove l’ho vista pelle e ossa: è uno dei pochi posti che mi ha davvero spaventato. E in un periodo come quello che vivremo sarà importante che chi affronta adesso situazioni simili non si senta isolato.
La depressione è uno stillicidio quotidiano. Vedrai una persona che perde la voglia di esistere giorno dopo giorno nonostante il supporto delle persone che ha vicino. Nonostante gli sforzi di comunicare e la compassione che la circonda. Nonostante l’impatto terribile e devastante non soltanto sui familiari ma anche su chiunque si avvicini: bisogna confrontarsi con deliri, insoddisfazione, rancore, vergogna, impotenza di chi ha perso un senso delle cose. Ma sappi che, anche se non sembra, le parole aiutano molto e saranno ascoltate. Che la pietà degli altri può sorprendere. Anche se tutto appare inutile. Accumulerai tra gli scaffali della memoria ricordi terribili. In alcuni momenti azioni normali come mangiare o bere diventeranno una violenza su chi è depresso. Sarà difficile conservare un equilibrio e un senso delle proporzioni delle cose. Avrai bisogno di aiuto. E lo troverai anche nei piccoli gesti. Vedrai estranei appena incontrati che si divertiranno a umiliare come in un romanzo di Cormac McCarthy. E assisterai alla capacità incredibile di guarire. Nel tempo tante ferite potranno rimarginarsi con un lavoro costante e impegnativo. Le festività saranno un momento difficile. La sfida umana diventerà continua.

Commemorazioni

dicembre 15, 2013

Sessanta giorni fa ci ha lasciato Marco Zamperini: aveva il dono della leggerezza che è piuttosto raro. E aveva un senso ancora più raro della pietà umana. Era e resta un punto di riferimento per costruire su internet una comunità viva e attiva. Non abbiamo avuto molte occasioni di parlare. Ho avuto notizia della sua scomparsa dai messaggi nei social media nel tardo pomeriggio del 14 ottobre dopo una mattinata piuttosto difficile. Aveva una straordinaria curiosità. Alcuni anni fa a Milano abbiamo partecipato insieme a una fiaccolata dedicata ai diritti civili. È un vuoto per tutti.

Geografie su internet

ottobre 10, 2013

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Le nazioni viste in relazione alla loro popolazione online. Dall’Oxford Internet Institute. Via The Atlantic.

(image credit: Oxford Internet Institute)

La lente di Raw

ottobre 8, 2013

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Dal DensityDesign del Politecnico di Milano uno spazio per la visualizzazione dei dati: Raw è ancora una versione sperimentale alpha. Ne scrive Nathan Yau nel suo blog FlowingData.

(image credit: DensityDesign)

Soglie di povertà

ottobre 7, 2013

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La domanda è: cosa significa essere poveri? The Poverty Line è una semplice indagine sulle soglie di povertà nel mondo che prevede di riunire anche un album di immagini dal globo attraverso i contributi del pubblico online.

(image credit: The Poverty Line)

 

Gli italiani sui siti web della pubblica amministrazione

settembre 27, 2013

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Secondo Comscore 7 milioni di italiani online hanno visitato i siti web della pubblica amministrazione durante lo scorso agosto.

Creatività 2.0

settembre 26, 2013

audio

Cultura remix: YouTube ha allestito scaffali digitali dove trovare audio gratuiti (royalty free) da aggiungere alle immagini.

(image credit: YouTube)

Twitter spicca il volo

settembre 23, 2013

knight

Un piccolo strumento per esplorare i micropost che scorrono su Twitter: TwXplorer.

(image credit: TwXplorer)


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