Londonriots, sul Guardian dati verificati per mappare le proteste

Cinque giorni fa sono iniziate le proteste nell’area di Tottenham, presto estese in alcune zone metropolitane di Londra e in altre città britanniche. Il quotidiano inglese Guardian ha raccolto in una pagina alcuni dati che aiutano a visualizzare che cosa sta accadendo: più che un punto di arrivo costituiscono un tavolo di lavoro per rielaborazioni. I giornalisti segnalano le aree degli arresti, i motivi e le età. Poi mostrano informazioni sulle forze di polizia schierate sul campo e sui numeri di emergenza. Evidenziano il contatto sul social network twitter “riotcleanup” per annunciare progetti civici di ricostruzione dopo l’ondata di violenza.

E cosa fanno con i dati? Le mappe sono un primo esempio. Prima hanno costruito una tabella con gli incidenti confermati sul territorio: nei social network può accadere, infatti, che siano diffuse anche informazioni non attendibili, magari con un semplice “retweet” (simile all’”inoltra” nei messaggi di posta elettronica). A partire dall’elenco hanno ricostruito una cartina digitale delle zone colpite durante gli scontri: hanno ricevuto in tre giorni 900mila visite. Inoltre hanno associato le fotografie scattate e condivise negli album fotografici di Flickr con una mappa, questa.

(image credits: guardian.co.uk)

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