Terremoti, ricerca sociale, Enel: conti e racconti

Terremoto in Virginia. I dati dell’Usgs, l’agenzia Usa che monitora anche gli eventi sismici. Pochi minuti dopo le scosse  il sito web era accessibile: non è diventato irraggiungibile online per eccesso di contatti, come accade con l’equivalente italiano.

Ricerca sociale. Quali sono le conseguenze di open data sulla ricerca sociale? Alberto Cottica riflette nel suo blog sui cambiamenti indotti dalla disponibilità di informazioni e dall’ampliamento delle capacità di rielaborazioni creative.

Le città e i dati. New York, San Francisco, Chicago, Washington, Seattle: sono alcuni tra i principali centri urbani negli Stati Uniti che hanno avviato progetti municipali di pubblicazione dei dati gestiti dalle pubbliche amministrazioni. Via Citywayapp.

Enel. Il gigante italiano dell’energia apre un portale di open data. E’ un punto di partenza. Qui la pagina con le tabelle sulla sostenibilità.

Lavori in corso. Un’applicazione per cellulari mostra dove sono stati aperti cantieri. È un progetto operativo nella città canadese di Montreal.

Metro Londra. L’autorità per l’area metropolitana della capitale inglese segnala gli ultimi aggiornamenti dei dati su twitter. Con accuratezza.

Antisprechi. La Slovenia lancia un’applicazione software, Supervizor, per monitorare la spesa pubblica a partire dal 2003. Via Techcrunch.

Paesi Baschi. Anche loro iniziano il percorso verso opendata.

(image credits: zonecone)

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