Indignati e Occupy Wall Street: il racconto dei cittadini sui social media

“Da piazza Tahrir a Times Square”: le marce di protesta coinvolgono 1500 città secondo i promotori delle manifestazioni di Occupy Wall Street che hanno lanciato l’appello per il 15 ottobre. In Italia vengono chiamati “indignados”: hanno raccontato la giornata in diretta sui social network, affiancati da chi ha seguito gli eventi attraverso i siti d’informazione online. Secondo Topsy sono stati inviati 51mila messaggi su twitter con il tag “15o” e 8mila con il tag “indignati”. Che includevano testimoniaze in diretta, link agli articoli dei quotidiani e discussioni in tempo reale. Ma durante la giornata in alcuni momenti era difficile leggere gli aggiornamenti per l’invasione di messaggi o difficoltà nell’accesso al social network. Sono arrivate proposte per identificare i violenti attraverso le fotografie condivise nelle reti sociali online: alcune immagini hanno sollevato dibattiti, come evidenzia Alessandro Gilioli sul suo blog. Le fotografie condivise nel social network Flickr e nelle reti d’informazione globale come Al Jazeera mostrano molte proteste pacifiche. Un video su Youtube del Fatto Quotidiano e altri che arrivano in queste ore.
La Cnn ha raccolto in una lunga storia per immagini i contributi inviati dai cittadini attraverso OpenStory sulla sua piattaforma iReport.

(image credits: Occupy Wall Street)

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