Dati aperti in una rete aperta

Uno storico incontro al centro Nexa di Torino sugli open data. Mario Calderini, docente di economia e management dell’innovazione al Politecnico di Torino, ricorda le tre direzioni di sviluppo dell’agenda digitale italiana, inesistente fino a un anno fa: banda larga, banda ultralarga e la costruzione di datacenter al Sud. Il documento dell’agenda digtiale italiana è sul sito web del Ministero per lo sviluppo economico, aperto a una consulatazione pubblica fino al 15 gennaio. Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum Pa, annuncia che una sanatoria è sul tavolo del governo Monti: tutti i dati della pubblica amministrazione sono da considerare come open, a meno che non sia espressamente indicato che non lo sono. Inoltre sottolinea che i dati aperti abilitano la trasparenza, ma occorre distinguere fra trasparenza attiva e passiva: non è limitata alla pubblicazione dei dati e richiede anche il coinvolgimento dei cittadini.

Le esperienze italiane.

Dimitri Tartari (Regione Emilia Romagna): il varo del portale open data dell’Emilia Romagna è avvenuto con dieci dataset: dopo i complimenti nelle prime ore dal momento del lancio, arrivano le critiche. Ma sono critiche costruttive: la comunità di Gfoss lavora per migliorare i dati durante il weekend e ottiene risultati in tre giorni.
Anna Cavallo (Csi Piemonte): sul progetto Dati Piemonte, segnalato anche dalla Commissione europea nella sua recente Open data strategy, ricorda che attraverso l’apertura i dati tornano aggiornati dalla commuty online. Inoltre sottolinea che è in cantiere un progetto per federare i portali regionali tra loro e con Dati.gov.it.
Michele Barbera (Fondazione Bruno Kessler): i “civic hackers” sarebbero aiutati dall’aggiunta di licenze associate ai dati già esistenti.
Roberto Moriondo (Regione Piemonte): la prossima settimana, forse, sarà varata una legge regionale sugli open data: in precedenza il Piemonte è stato la prima regione ad avere una legge sul software open source e sulla “liberalizzazione” del wifi. Ricorda che gli open data vanno immaginati come una fonte di energia rinnovabile, più che come una miniera.
Gianfranco Andriola (Dati.gov.it): la piattaforma di Dati.gov.it è ancora in beta. L’anno prossimo continua il lavoro di individuazione dei bacini di raccolta centrali dei dati pubblici.

Presentate le licenze creative commons 4.0.

Alcuni progetti

Net neutrality: Neubot, M-lab, Respect My Net
Visualizzazione dati: Iconvis
Servizio licenze libere:  Selilli
Informazione nel settore pubblico: Evpsi
Creative commons: Patamu
Una Wikipedia per l’Africa: Wikiafrica

Su twitter: nexa2011, Nexacenter e demartin

(image credits: Nexa)

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