“Make, don’t tell”

Nel giornalismo un motto è “show, don’t tell”: mostra le cose agli occhi del lettore che potrà farsi un’idea. La visione di Facebook sullo sviluppo del social network potrebbe essere “code, don’t tell”: scrivi codice informatico per dimostrare le tue intuizioni. Fa parte della tradizione delle hackaton, le maratone fra talenti del software per progettare strumenti e funzioni nella rete sociale online. Facemash era un precursore di Facebook: fu costruito da Mark Zuckerberg in una serata.

All’orizzonte si intravede l’ondata dei tecnoartigiani dell’open source hardaware, vista anche nel recente World wide Rome. Il motto sembra essere: “make, don’t tell”. Basta chiacchiere. Mani sugli attrezzi e sul codice per la prototipazione. Alimentata dal thinkering: “Crediamo che sia fondamentale giocare con la tecnologia, esplorare diverse possibilità su hardware e software, a volte senza uno scopo ben definito”, scrive Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, nella guida ai primi passi per l’uso della scheda elettronica.

(image credits: Arduino)

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