Aspera

Una storia come tante. Da adolescente abitavo in Campania. Durante gli anni del liceo al mattino sollevavo le coperte poco dopo le sei: dormivo nella stessa stanza con mia nonna (non c’era altro spazio disponibile). Poi ero accompagnato alla stazione del paese, dove aspettavo il treno per il capoluogo di provincia. Circa venti minuti di tragitto. E ancora altri quaranta a piedi in direzione del liceo. Al ritorno il medesimo itinerario al contrario, spesso con autostop dalla stazione del paese fino a casa. Altri pendolari con cui viaggiavo, al pomeriggio, dovevano lavorare per pagarsi gli studi. Avevo un vecchio personal computer con i floppy da tre pollici e mezzo. Altrove, però, era possibile accedere a internet.
A 17 anni ho trascorso un mese a Londra e ho lavorato in un fast food: ero nella cucina, con un gruppo di donne eritree e somale. Appena maggiorenne sono andato a vivere da solo per alcuni mesi. Piuttosto noioso, ma utile in vista degli esami finali dell’ultimo anno di liceo.
Una sequenza di errori burocratici segna una svolta importante poco prima della laurea. Ho ricevuto, tutte insieme, le borse di studio che mi erano state assegnate in quattro anni consecutivi dopo quattro anni di ricorsi, oltre al rimborso del programma Erasmus. È stata una somma sufficiente a pagare due anni di master in giornalismo con parte delle spese.

La mappa della Campania

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