Hacktivism: titoli di coda e sottotitoli

Tempo fa era emerso un dubbio durante un colloquio attraverso una chat con uno degli Anonymous operativi in Italia: c’era stata l’incursione al Cnaipic e mi fu spiegato che l’altro gruppo di hacker responsabile dell’attacco (Nkwt Load) era stato presentato da una persona di fiducia. Visto il contesto sembrava un anello debole esposto a inganni. Era un’ipotesi ragionevole. E si è dimostrata vera. Tempo dopo si scopre che Sabu (LulzSec) era un informatore dell’Fbi: per mesi era stato in prima fila nelle offensive sul web. E dal procedimento in corso in Italia appare che uno degli hacktivist ha dichiarato di aver collaborato in modo clandestino anche con le forze dell’ordine: sembra una decisione contraddittoria rispetto alle azioni del gruppo di pirati informatici. Sono argomenti che magari appassionano soltanto una cerchia ristretta di persone. Ma c’è da augurarsi che la discussione resti civile e trasparente. In Italia possiamo contare su bravi giornalisti che fanno un lavoro difficile e talvolta rischioso occupandosi di questi temi.

La rete dell’hacktivism, globale e locale, può essere una chiave di interpretazione dei movimenti di protesta e delle organizzazioni violente del passato anche grazie agli strumenti online che permettono rielaborazioni inedite. Lo sguardo è dal presente al passato (e non viceversa). Nel periodo in cui ragionavo su Anonymous mi stavo occupando per altri motivi della vicenda di trent’anni fa del rapimento di Moro (non esiste alcuna relazione con l’hacktivism tanto per essere chiari, ma per chi è appassionato di storia almeno in teoria restano possibili analisi finora non sperimentate con strumenti simili a quelli adoperati per esplorare l’hacktivism).

Quali erano gli “altri motivi”? La politica? No. La geopolitica? No. La ndrangheta? Sì. Secondo le dichiarazioni di un pentito, Saverio Morabito, al gruppo che ha rapito Aldo Moro ha preso parte anche un sicario della mafia dalla Calabria. Magari a qualcuno può sembrare fantascienza. Ma, se fosse confermato, sarebbe un elemento utile per capire la distribuzione della ndrangheta nel nord dell’Italia e all’estero durante gli ultimi decenni. Perché è importante? Perché l’Italia ospita il più grande service criminale del mondo occidentale ed è impensabile che possa affrontarlo da sola. Ci guadagno qualcosa? No, anzi. Perché è importante allora? Per affrontare la questione meridionale. Perché è importante la questione meridionale? Perché come la mafia è un problema di tutti e va discusso insieme.

Nb per i paranoici: non ci sono doppi sensi. Non ci sono riferimenti impliciti. Per dubbi chiedere nei commenti.

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