Posts Tagged ‘twitter’

Twitter spicca il volo

settembre 23, 2013

knight

Un piccolo strumento per esplorare i micropost che scorrono su Twitter: TwXplorer.

(image credit: TwXplorer)

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Twitter incoraggia una cultura data-driven

luglio 10, 2013

datavineTwitter ha un blog dedicato ai giornalisti interessati all’evoluzione del social network.
Di recente ha proposto i datavines: sono brevi filmati che contengono numeri collegati a un evento. È un incoraggiamento per una cultura data-driven.
Certo, sono ancora esperimenti. Ma vista la proliferazione di hate speech c’è da chiedersi se conversazioni arricchite – dove possibile – da analisi quantitative sarebbero utili a stemperare i toni.

(image credit: Twitter)

Twittare in Africa

febbraio 14, 2013

tweetsIl Guardian pubblica mappe dei messaggi inviati su Twitter in alcune città africane. Indicano i punti più attivi nelle discussioni sul territorio. È dal Kenya che le conversazioni in micropost di 140 caratteri tra gli attivisti durante la fine del 2007 portarono alla fondazione di Ushahidi. E mostrarono le opportunità dello sviluppo 2.0.

(image credit: Guardian)

Le verifiche su Twitter

gennaio 24, 2013

twitterAndy Carvin racconta la sua esperienza a The Verge in occasione del libro “Distant Witness: Social Media, the Arab Spring and a Journalism Revolution”. È tra i pochi ad aver sperimentato metodi di verifica delle informazioni su Twitter in modo costante, ponendosi la domanda di come costruire un linguaggio affidabile: ha affrontato problemi e ha trovato soluzioni pragmatiche. Durante la primavera araba ha visto arrivare un’ondata di messaggi soprattutto su Twitter. Era nella redazione di Npr e doveva scegliere: ignorare il flusso di notizie o trovare un modo per capire se e quanto erano attendibili? Ha scelto di sperimentare. Ha costruito una grammatica. E ha iniziato un percorso che lo ha portato in Nord Africa. Via The Verge.

(image credit: Twitter)

Memorie collettive del 2012

dicembre 12, 2012

yearGoogle, Facebook, Twitter e Yahoo!: raccolgono umori, attese e bisogni delle persone online. Hanno pubblicato classifiche che ricostruiscono l’ultimo anno in temi. È una memoria collettiva, anche se breve. Google e Yahoo! sono motori di ricerca: richiamano chi ha la necessità di trovare informazioni. Facebook e Twitter sono soprattutto spazi di conversazione. Ecco gli argomenti:

Facebook (Italia)
Google Zeitgeist (Italia)
Year on Twitter
Yahoo! Year in review

(image credit: Twitter)

Twitter e le elezioni

novembre 5, 2012

Twitter alla prova delle elezioni: durante gli ultimi mesi negli Stati Uniti era un luogo centrale del dibattito politico e il giorno delle consultazioni dovrà affrontare la prova di un immenso traffico. Ma quante cose sono cambiate da quattro anni fa, quando twitter aveva molto meno spazio nel dibattito pubblico. Da BuzzFeed.

(image credit: BuzzFeed)

Data journalism

settembre 21, 2012

Il Guardian pubblica alcune idee di base per il data journalism. Che include, ormai, anche metodi e pratiche di fact checking: Fondazione ahref ha provato a ricostruire un’analisi sul processo di verifica ai tempi di twitter.

(image credit: Guardian)

Twitter, social trends, Rio+20: le mappe della settimana

giugno 22, 2012

Tweet. In tempo reale su una mappa del Datablog (Guardian).

Social trends. Uno strumento per esplorare tendenze su Facebook, twitter, YouTube.

Rio+20. Da Visualising.org.

(credits: Social-trends)

Twitter e la verifica delle informazioni

marzo 5, 2012

La notizia della liberazione di Rossella Urru, cooperante rapita in Algeria, è circolata per una giornata, amplificata anche attraverso i social network. Marco Bardazzi, giornalista de La Stampa, scrive un editoriale ricordando che

“Solo la «France Press», tra gli organi d’informazione più autorevoli, dispone di una qualche presenza nelle regioni tra Algeria e Mali: tutti gli altri si affidano a canali poco affidabili. La diplomazia e le trattative d’intelligence in questi casi si muovono con tempi lunghissimi e comunicazioni minime. In uno scenario simile piattaforme come Facebook o Twitter, dove tutto è immediato, rischiano di trasformare subito in «fatti» quelle che sono solo labili informazioni da confermare”

Non è la prima volta che accade. Tempo la rivista della scuola di giornalismo della Columbia University aveva raccolto alcune indicazioni su come gestire su twitter informazioni non verificate in modo esaustivo. Anche Luca Sofri ricostruisce gli avvenimenti e descrive cosa accade in una redazione quando bisogna valutare notizie in poco tempo.

“Non è la prima volta che invece, a sapere com’è andata, la storia è un’altra e lo sbaglio è stato fatto da una professione che si sottrae – per competizione e ansia da prestazione – alla differenza tra essere giornalista e non esserlo, salvo protestare spesso perché quella differenza non viene riconosciuta”

Bardazzi risponde sul suo blog

“Lanciare l’allarme e auspicare che il metodo giornalistico, con i suoi tempi e le sue modalità di verifica, prenda campo anche su Twitter, non significa strizzare l’occhio ai cosiddetti lettori “tradizionali”. Significa invece avere a cuore che anche per loro – e per i loro figli – sia garantito un futuro con un’informazione seria, autorevole e credibile, quali che siano le piattaforme digitali o cartacee dove andranno a cercarla”

Interviene nel dibattito il direttore de La Stampa, Mario Calabresi. Che scrive:

“Il vero errore lo hanno fatto i giornalisti, che sono pagati per controllare la veridicità dei fatti e fare le verifiche incrociate e non per accodarsi agli entusiasmi. Se i professionisti appaiono certi, allora tutti gli altri hanno diritto di pensare che la notizia sia vera. Quando rivendichiamo l’importanza del giornalismo per avere un’informazione seria e affidabile, dobbiamo innanzitutto sentire la responsabilità che pesa sulle nostre spalle e ricordarci che la credibilità è il nostro unico, vero, patrimonio”

(image credits: cloud.li)

Twitter e il fact checking

febbraio 13, 2012

È attraverso twitter che arriva per la prima volta la notizia della morte di Whitney Houston, a partire da due messaggi. È anche attraverso twitter che arriva la prima conferma, attraverso l’agenzia di stampa Associated Press. Mashable ricostruisce gli avvenimenti: ricorda il caso di un programmatore informatico pachistano che senza accorgersene aveva segnalato in diretta l’operazione per catturare Osama Bin Laden. È successo anche in Italia, con il terremoto in Abruzzo segnalato prima su twitter, e poi sui mezzi d’informazione tradizionali. E di recente con la morte di Oscar Luigi Scalfaro. Che ha avviato una discussione, anche attraverso questo post. Cambia poco rispetto a prima. Le fonti comunicano in diretta, in modo autonomo e in uno spazio visibile a chiunque, come twitter e altri social network: prima, invece, contattavano i giornalisti (o erano contattate dai giornalisti) su canali di comunicazione privati. Resta centrale il meccanismo tempestivo di verifica delle informazioni (che non è perfetto). Ma il fact checking può essere ampliato in tempo reale, per un servizio pubblico.

(credits: Aja Dior M. by twitter)